Effetto domino. Il blocco dei trasporti e la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante stanno mettendo in ginocchio l’intera filiera del latte di bufala. La crisi colpisce duramente sia le grandi aree produttive del Sud Italia sia realtà locali d’eccellenza come la valle di Amaseno (basso Lazio).
Un doppio blocco che paralizza il settore La situazione si è fatta drammatica per due ragioni fondamentali:
- Raccolta bloccata: I camion cisterne per la raccolta del latte non riescono a passare né in entrata né in uscita. I caseifici hanno dovuto sospendere i ritiri e chiudere i cancelli (sono già circa 98 i caseifici DOP chiusi tra Caserta, Salerno e il basso Lazio).
- Logistica verso i mercati ferma: Anche laddove il latte venisse ritirato e trasformato in mozzarella, il blocco dei TIR verso il Nord Italia rende impossibile far arrivare il prodotto fresco ai consumatori e alla grande distribuzione.
Le bufale vanno munte ogni giorno A differenza di altri settori, la zootecnia non si può fermare: le bufale devono essere munte quotidianamente per il loro benessere e la loro salute. Con i silos pieni e i ritiri sospesi, molti allevatori si trovano costretti a buttare il latte prodotto. Tuttavia, ad Amaseno qualche produttore si sta ingegnando con soluzioni di emergenza temporanee per contenere i danni e non sprecare l’oro bianco.
Danni milionari e mercati a rischio Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP stima perdite enormi per il comparto, che sfiorano i 3 milioni di euro al giorno. Oltre 1.400 allevamenti sono in grave difficoltà, mentre il Governo cerca di intervenire per sbloccare i presidi e ripristinare la circolazione della filiera alimentare.
gli allevatori ed i rappresentanti di categoria hanno fornito i dati per questo articolo