AMASENO – È il giorno della conta dei danni all’indomani del violento e prolungato maltempo che ieri ha messo a dura prova l’intera vallata. Un vero e proprio «mercoledì nero» che la comunità di Amaseno non dimenticherà tanto facilmente: le precipitazioni eccezionali hanno causato l’esondazione del fiume Amaseno in più punti, paralizzando la viabilità locale, rendendo difficili i collegamenti e imponendo la chiusura precauzionale delle scuole.
Diversi crolli e smottamenti lungo i versanti collinari hanno complicato le operazioni di pulitura delle strade e la stessa viabilità. In queste ore le immagini scattate nella zona di Ponte Nuovo mostrano con chiarezza la forza dell’acqua e la criticità della situazione. Fortunatamente, pur di fronte a un panorama di grandi disagi, la notizia più importante è che non si registrano danni ad animali né feriti tra la popolazione.
Un ringraziamento enorme e doveroso va agli uomini della Protezione Civile “Ec Amasenus”, alle Forze dell’Ordine e ai tecnici che hanno lavorato ininterrottamente per tutta la giornata e la notte, garantendo la messa in sicurezza delle strade e offrendo assistenza alle famiglie in difficoltà. Al loro sforzo si affianca quello encomiabile di tanti privati cittadini che fin dalle prime ore di oggi sono scesi in strada, per spalare il fango e liberare ingressi e cortili resi inaccessibili dalla melma.
La riflessione: cosa fare per prevenire e lenire i danni?
Se da un lato la macchina dei soccorsi e la solidarietà paesana hanno risposto con prontezza, dall’altro l’emergenza di ieri impone una riflessione profonda su cosa sia necessario fare per mitigare e prevenire gli effetti di eventi meteorologici sempre più estremi.
La tutela del nostro territorio passa inevitabilmente da una cura costante e programmata della rete idrografica e del suolo. Non si può agire soltanto in fase di emergenza: la manutenzione deve diventare una buona pratica distribuita lungo tutto l’arco dell’anno.
- Pulizia costante di scoli, canali e argini: Assicurare la regolare rimozione di detriti, vegetazione infestante e sedimenti nei fossi di scolo e lungo le sponde del fiume è fondamentale per consentire il corretto deflusso delle acque e ridurre la pressione sugli argini nei momenti di piena.
- Stop all’abbandono dei rifiuti: I materiali plastici, gli ingombranti e i rifiuti gettati nei corsi d’acqua o nei pressi dei fossati creano veri e propri tappi che ostruiscono ponti e briglie, accentuando il rischio di esondazione. Meno rifiuti nel fiume significano maggiore sicurezza per tutti.
- Rispetto della natura e della conformazione del suolo: Una maggiore accortezza nell’uso del territorio, nell’attività agricola e nella gestione dei terreni privati adiacenti ai corsi d’acqua aiuta a prevenire il dissesto idrogeologico e il dilavamento dei terreni verso le carreggiate.
- Monitoraggio e cura dei versanti: Interventi mirati di ingegneria naturalistica e il controllo periodico delle scarpate possono limitare il verificarsi di frane e crolli improvvisi durante i periodi di pioggia prolungata.
- Cura e ripristino funzionale dei canali di scolo: lungo le strade ed i terreni è sempre più importante liberare i canali di scolo, mantenendoli funzionali alla loro azione di drenaggio delle acque
Il maltempo di ieri ha mostrato quanto il nostro fiume e la nostra valle abbiano bisogno di rispetto, attenzione e cura preventiva. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, enti di bonifica e comportamenti responsabili dei singoli cittadini sarà possibile tutelare il meraviglioso ambiente in cui viviamo e proteggere la nostra comunità dai futuri eventi avversi.

foto scattate dall’ingnere minerario: dottor Salvatore Rinna