Rabbia e sconcerto tra i cittadini per l’atto rimasto anonimo nell’area turistica e di sosta. Resta l’enigma sulle dinamiche, ma l’allarme principale riguarda la gravissima pericolosità dell’accaduto e dello stato dei luoghi.
Un’immagine desolante e che lascia profonda amarezza quella che si è presentata agli occhi dei residenti e dei visitatori nella rinomata area turistica e di sosta della sorgente d’acqua di Don Kei. La pesante panchina in marmo bianco, da sempre punto di ristoro e simbolo di accoglienza per passanti e famiglie, giace ora completamente fracassata al suolo, ridotta in pesanti monconi spezzati sull’ampio pavé di pietra. L’episodio, avvenuto nell’ombra e al momento rimasto del tutto anonimo, ha immediatamente scatenato l’indignazione della comunità locale. Numerosi cittadini ci hanno segnalato il fatto per esprimere tutto il loro rammarico di fronte a una zona turistica ridotta in queste condizioni. Fa male al cuore vedere gli arredi urbani, beni pubblici mantenuti con l’impegno e le risorse di tutti, ridotti in questo stato con tanta facilità e violenza. Il grande interrogativo che ci si pone riguarda le modalità con cui si sia potuto verificare un simile incidente. Com’è stato possibile frantumare una lastra di marmo di tale spessore e mole? Ci si chiede se la pesante panchina sia stata urtata con violenza da un camion in manovra o se sia stata distrutta dall’azione dolosa dei vandali. Tuttavia, in entrambe le ipotesi, emerge un dato inconfutabile: ci vuole una forza assurda per provocare un simile cedimento. Se si sia trattato di vandalismo, lo sforzo fisico impiegato sfiora l’incredibile; se si è trattato dell’impatto con un mezzo pesante, il conducente non poteva certo non accorgersene prima di allontanarsi nel silenzio.
ALLARME PERICOLOSITÀ E INCOLUMITÀ PUBBLICA
I pesanti blocchi di marmo spezzati giacciono instabili sul selciato. Se un bambino o un passante dovesse avvicinarsi o tentare di toccare questi resti spigolosi da svariati quintali, le conseguenze potrebbero essere drammatiche. Si rende urgente una rapida messa in sicurezza dell’area.
Oltre alla rabbia per il decoro urbano devastato, ciò che gli abitanti mettono fortemente in evidenza è la gravissima pericolosità dell’intera sequenza. Sviluppare o subire una forza tale da spezzare e sradicare il marmo comporta un rischio enorme per l’incolumità umana: chi ha compiuto l’atto o provocato l’urto ha rischiato in prima persona di farsi male in modo molto serio, oltre a mettere a repentaglio la vita di chiunque potesse trovarsi nei paraggi. Ci si fa male nel provocare o subire simili danni, e fa malissimo vedere la cosa pubblica trattata con tanta incuria. I cittadini chiedono ora a gran voce l’esame delle telecamere di videosorveglianza della zona per dare un nome ai responsabili e un immediato intervento delle autorità per ripristinare il luogo e garantire la sicurezza.

