Torna l’allarme lupi sulle montagne di Amaseno. Sebbene diverse siano state nel tempo le segnalazioni di attacchi da parte di questi animali selvatici che agiscono in branco e non lasciano scampo alle loro prede, non sempre è possibile risalire a loro. Spesso si da la colpa delle uccisioni di piccoli animali domestici e da cortile a branchi di cani randagi, ugualmente pericolosi se affamati. Questa volta, però, il vero colpevole è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza di un’azienda agricola in località Cardola. Il titolare, avendo rinvenuto nella giornata di mercoledì le carcasse sbranate di due bufaletti, non ha esitato a guardare immediatamente le riprese video del suo sistema di videosorveglianza e così ha avuto la prova inconfutabile che ad uccidere le sue piccole bestie era stato un branco di lupi. Precisamente, alle 3.14 della notte tra martedì e mercoledì scorsi, sono stati registrati i movimenti nei dintorni dell’azienda agricola di due minacciosi esemplari di lupo adulto. All’improvviso l’attacco a due piccoli di bufala che sono stati letteralmente sbranati, tutto ripreso dalle telecamere. Il luogo della carneficina è una zona collinare, non si tratta di alta montagna, come del resto non si tratta di un luogo isolato, ma si sa che i lupi, spinti dalla fame non di rado scendono a valle per fare razzia di animali da cortile, preferibilmente pecore, puledrini e bufalette. Allevare animali allo stato brado come si faceva fino a poco fa per cavalli ed asini soprattutto è diventato impossibile, il lupo colpisce inesorabilmente questi animali lasciati senza ricoveri sicuri. L’unico modo per salvare le mandrie è chiuderle in stalle ben recintate, almeno di notte. Del resto i lupi non possono essere criminalizzati per la loro natura di predatori, anzi, dovrebbero aiutare nel contrasto alla proliferazione incontrollata dei cinghiali che provocano danni ingenti in agricoltura, ristabilendo un antico equilibrio naturale.