Sulla scelta della maggioranza di realizzare la Casa di Comunità sul colle dell’Auricola, interviene l’ex sindaco Antonio Como, oggi capogruppo di minoranza in consiglio: “Abbiamo sempre sostenuto, e lo abbiamo ribadito con forza in Consiglio comunale, che la realizzazione della Casa di Comunità rappresenta un’opportunità storica per Amaseno e che nessuno deve permettersi di metterla a rischio. Per questo abbiamo espresso il nostro voto contrario alla localizzazione individuata all’Auricola. La nostra non è una contrarietà ideologica, ma una posizione fondata su elementi concreti. In aula abbiamo evidenziato la presenza di vincoli e criticità che insistono sul complesso dell’Auricola e che potrebbero rendere il percorso autorizzativo lungo e complesso. Il rischio è evidente: inseguire un progetto che potrebbe rivelarsi irrealizzabile, compromettendo un’opportunità che il nostro territorio non può assolutamente permettersi di perdere. Ma c’è un altro aspetto che il Sindaco continua a non affrontare. Il complesso dell’Auricola non è un semplice edificio da destinare a una funzione qualsiasi. È un bene confiscato che, per il suo enorme valore simbolico e per la sua estensione, merita una visione ampia, coraggiosa e realmente strategica. Parliamo di un’intera area di oltre cinque ettari, con immobili e spazi che possono e devono diventare il fulcro di un grande progetto di rigenerazione sociale, culturale, ambientale e turistica. Ridurre tutto questo alla sola collocazione della Casa di Comunità significa rinunciare a immaginare il futuro di quell’area. Peraltro, l’ASL ha dichiarato di essere eventualmente interessata, previa verifica della fattibilità e delle necessarie autorizzazioni, esclusivamente all’immobile dell’ex ristorante indicato per la Casa di Comunità e non al resto dell’intero complesso. Questo significa che, qualora fosse possibile realizzare la struttura sanitaria, tutto il resto dell’area continuerebbe a rimanere privo di una destinazione, senza un progetto organico e con gli stessi problemi di manutenzione e valorizzazione che esistono oggi. La domanda è semplice: chi si farà carico della gestione e della manutenzione dei restanti cinque ettari e degli altri immobili? Qual è il progetto complessivo che l’Amministrazione ha in mente per l’Auricola? Ad oggi non è stato presentato nulla. Noi abbiamo proposto una strada diversa e più responsabile. Con una mozione abbiamo indicato l’ex edificio scolastico di via Madonna delle Grazie come sede della Casa di Comunità: una soluzione centrale, facilmente accessibile e immediatamente fruibile dai cittadini. Qualora questa ipotesi non fosse praticabile, riteniamo che la scelta più logica sarebbe stata quella originariamente prevista presso l’ex IPAB “De Luca”, già individuata nella programmazione iniziale. Si è preferito, invece, scegliere la strada più incerta, motivandola con il recupero dei beni confiscati. Un obiettivo, quello del recupero , che a nostro avviso richiede un progetto complessivo, ambizioso e sostenibile, non una scelta estemporanea che rischia, oltretutto, di compromettere un presidio sanitario fondamentale per la nostra comunità”.