Molti sono i luoghi suggestivi che impreziosiscono la valle dell’Amaseno, luoghi di immenso fascino paesaggistico ma anche storico ed architettonico. Tra questi una menzione particolare merita il cosiddetto “Ponte di Sant’Aneglio”, la cui fabbrica originaria è romana, sebbene alcuni rimaneggiamenti siano avvenuti anche in epoca medievale. Il fascino di questo ponte su uno degli affluenti del fiume Amaseno risiede nella tipologia costruttiva, in pietra viva con arcata che offriva un camminamento, sempre in pietra, utile all’attraversamento pedonale e con animali. La sua vera importanza, però, è legata al fatto che si tratta di un elemento architettonico di un antico acquedotto romano che portava l’acqua da Amaseno fino a Terracina. Ebbene, questa importante traccia storica rischia adesso di diventare preda del degrado e dell’oblio, viste le attuali condizioni del sito. Piante di ogni genere, rovi, immondizie ne offuscano la bellezza e ne minano la stabilità, quasi a dimostrare che ormai a nessuno interessi più di avere una tale ricchezza sul territorio. Eppure, le passate amministrazioni volevano anche farne il percorso di una pista ciclabile, in realtà mai realizzata. La stessa vecchia Proloco ne aveva messo in risalto la presenza con una cartellonistica mirata visibile lungo la provinciale Guglietta-Vallefratta, cercando di dare la dovuta dignità al ponte. Adesso urge un nuovo sforzo per non rischiare di perdere il “Ponte di Sant’Aneglio”, rimasto vanto della cittadina solo sulla carta. Comune, cittadini ed associazioni del territorio, ora che esiste anche un regolamento ad hoc per la collaborazione tra pubblico e privato, dovrebbero attivarsi per restituire decoro al sito. Iniziando da una approfondita pulizia capace anche di sistemare le strade di accesso, per poi farne un posto da visitare. Prima che sia troppo tardi.
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