Paura in paese per varie pecore aggredite da un branco di cani randagi. Ad Amaseno, in località Celma, il grido di dolore di una donna si leva altissimo dopo l’assalto brutale di un branco di cani randagi che ha trasformato un tranquillo pascolo in uno scenario da incubo. Non si tratta solo di una perdita economica, ma di un colpo durissimo inferto al cuore di un’anziana di 80 anni che si occupa delle sue pecorelle. La figlia della donna ha affidato ai social uno sfogo intriso di rabbia e amarezza che non può lasciare indifferenti: “Dopo aver avvisato PUBBLICAMENTE e PRIVATAMENTE chi di dovere, tra cui le forze dell’ordine, sulla situazione CANI in via Celma, oggi mi arriva la chiamata disperata di mia madre che non trovava le sue pecore e, quando vado a vedere, trovo una mezza strage…Non pubblico la foto perché è straziante, ma visto gli avvisi che avevo fatto tutto ciò era evitabile! Mia madre ha 80 anni, due figli morti di recente e i suoi acciacchi, si poteva evitare di farle vedere anche questo spettacolo raccapricciante, si poteva evitare la morte di un animale giovane e la ferita di un’altra – tra l’altro incinta, quindi a rischio. La prossima volta cosa devo fare perché qualcuno intervenga tempestivamente? State aspettando che questi animali senza controllo ammazzino qualche persona, magari qualche povero bambino? Siamo stufi, chiediamo controlli e interventi, oggi sono stati degli ovini, domani a chi toccherà? “. Il racconto che emerge dal contatto diretto con la signora è ancora più cruento: una povera bestia sbranata e un’altra, in attesa di partorire, che ha subito la mutilazione della coda a morsi. Queste scorribande di cani senza controllo vanno avanti da mesi sotto gli occhi di tutti e, fatte le denunce ai carabinieri della locale stazione, bisogna aspettare l’intervento dell’ASL. La vicenda di Amaseno solleva un interrogativo inquietante sulla gestione del randagismo e sulla tutela delle fasce più deboli della popolazione, costrette a subire non solo il danno, ma l’umiliazione di vedere i propri affetti e il proprio lavoro distrutti nel silenzio assordante di chi avrebbe dovuto intervenire prima che il sangue bagnasse ancora una volta quella terra. Se la gente continua ad abbandonare cani da compagnia, pastori o cani da caccia in zone così vaste come le nostre colline, è difficilissimo sconfiggere il problema dei randagi che spesso hanno fatto branco con i lupi. I cani vanno custoditi opportunamente o consegnati ai canili, se i cittadini seguissero semplici regole non ci sarebbero randagi. Su tutta questa storia, infatti, gira in paese anche l’ipotesi dell’ombra del lupo, insomma nelle zone rurali tra cinghiali, cani randagi e lupi non c’è pace.