E’ trascorso un decennio da quando la provinciale Villa Santo Stefano – Amaseno è stata interrotta al km 1,900. Da allora, inevitabilmente, il traffico è stato deviato sulle strade comunali interne, incapaci però di accogliere un traffico più intenso. Poi, sette mesi fa, una di queste è stata anch’essa chiusa per il pericolo di frana. Il tratto compromesso è proprio quello che sovrasta la provinciale chiusa. Si pensava che i lavori sarebbero terminati a breve, ma non è stato così. E adesso non si tratta solo di disagi, ma di una vera situazione di emergenza, lamentano a gran voce i cittadini. Come ci ha riferito una donna che quotidianamente, per recarsi al lavoro, deve percorrere le strade comunali alternative. E’ una situazione diventata insostenibile, raccontano i residenti, le strade sono strette e vengono usate anche da mezzi pesanti, vista la presenza di aziende agricole sul territorio. Così di frequente capita che si incontri un camion, un trattore o lo stesso scuolabus e ci si debba fermare perché insieme non si passa. E qui l’incubo. Perché subito ci si chiede se ci sarà uno spazio da raggiungere agevolmente, una piazzola, per permettere di passare almeno ad un mezzo. Il problema sta anche qui. I bordi strada sono o troppo profondi o pieni di terra che si trasforma in fango quando piove. Difficile fare retromarcia alla ricerca di una striscia utile ad accostarsi. Insomma, i cittadini sono esasperati, sono non solo stanchi di non vedere riaperta la provinciale, sebbene la data di fine lavori era del 2 settembre scorso, ma a questo punto sono anche preoccupati per la loro incolumità. Così se i tempi per la riapertura della S.P. Villa Santo Stefano-Amaseno non fossero imminenti, chiedono a chi di dovere almeno la messa in sicurezza delle strade comunali, con l’installazione di semafori nei punti più a rischio e la sistemazione dei bordi.
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