Biblioteca significa spazio attivo, significa crescita sociale e culturale, significa anche educare i giovani alla lettura e alla ricerca. Una volta, anni fa, quando era sindaco il dottor Giannantonio Boni, esisteva una bella Biblioteca comunale, attiva, molto frequentata e location di incontri e lezioni agli studenti. La sua sede era presso il Castello, e sarebbe dovuta diventare anche pinacoteca. A causa di lavori, però, fu spostata presso l’edificio scolastico di via Prati, fruibile agli alunni anche in orario scolastico, fu inserita nel circuito delle biblioteche valle del Sacco e dotata di archivio digitale. Poi fu la volta della ristrutturazione della scuola ed i libri ed i registri di uscita ed entrata dei medesimi furono spostati in altre sedi, dapprima nelle camere inutilizzate di palazzo Benedetti. Finiti i lavori non fu più riallestita, rimessa in funzione, riaperta come se fosse stata di botto dimenticata. Esisteva sulla carta ed esisteva come spazio fisico, adesso molti cittadini sollecitano perché Amaseno abbia nuovamente la sua Biblioteca, anche le persone che donarono libri quando fu allestita si chiedono se il loro buon gesto sia stato veramente apprezzato. Adesso chi di dovere dovrebbe solo pensare di riaprire. Dove? O nelle stanze del castello già adibite parzialmente a museo o in quelle di palazzo Benedetti. Ovviamente ci saranno dei costi ma potrebbero gestire un servizio così importante le associazioni culturali di zona. Usando lo spazio lettura anche per altre iniziative, corsi, attività di vario tipo, educazione green e riutilizzo ed uso dei libri scolastici usati. Una biblioteca crea un sistema che va dallo spazio dedicato ai libri locali alla sezione delle pubblicazioni scientifiche inerenti pure l’allevamento bufalino nonché un dipartimento sulle erbe spontanee ed aromatiche della nostra zona o sulla raccolta funghi di cui si è occupato sempre il dott.Boni in qualità di micologo.
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