Per chi non la conoscesse ancora, il prossimo settembre le sarà dedicata un’intera serata nella quale scoprire tutta la sua bellezza e la sua valenza sul territorio. Stiamo parlando della risorgenza di Capo d’Acqua, una grotta carsica sommersa che sfocia in un laghetto superficiale nella zona da cui prende il nome: Capo d’Acqua. Una serata che sarà apprezzata anche da chi questa grotta la conosce, almeno dalle descrizioni che si sono succedute nel tempo sulle sue caratteristiche sotterranee. Anche perché immergersi in quella cavità non è da tutti, bisogna essere esperti speleo sub dal momento che nella grotta sommersa si accede con la dovuta attrezzatura professionale solo dopo aver attraversato un sifone molto stretto. Cn il patrocinio del comune di Amaseno, il prossimo 14 settembre alle 21, nella location di Palazzo Benedetti-Panici, si terrà l’incontro “Capo d’Acqua, la sorgente carsica delle bufale”. Ad organizzarlo, il CAI (Club Alpino Italiano), sez. dell’Aquila, per fornire una descrizione dettagliata della risorgenza e parlare delle esperienze fatte dal mondo speleologico di tutta Italia presso la stessa, con il supporto di video e fotografie. Una serata sicuramente interessantissima perché, conoscere la grotta di Capo d’Acqua, significa conoscere la storia del territorio, un territorio prevalentemente carsico che si presta a cavità di incredibile splendore e di interesse scientifico. Basti pensare che diverse sono state le grotte rinvenute negli ultimi mesi da alcuni appassionati speleologi, tutte però asciutte. Il fascino di Capo d’Acqua sta proprio nel fatto che è una grotta sommersa, che si spinge per diverse centinaia di metri nel sottosuolo, con tanto di spiaggetta in un ambiente in cui c’è una bolla d’acqua e profondità considerevoli in alcuni punti. Tutto mappato e studiato da diversi gruppi di speleologi, del CAI ma anche dei Vigili del Fuoco che a Capo d’acqua vengono ad esercitarsi e testare le attrezzature di salvataggio.
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