Pericolo e inciviltà sulla Gugliette-Vallefratta: un frigorifero abbandonato sfida la gravità

VALLEFRATTA – C’è un’immagine che, nelle ultime ore, sta facendo il giro dei social e indignando un’intera comunità: quella di un vecchio frigorifero bianco che svetta, come un monumento all’ottusità umana, sul ciglio della strada Gugliette-Vallefratta. Non è solo uno schiaffo estetico al verde rigoglioso della nostra vallata, ma una vera e propria mina vagante per la sicurezza stradale. L’elettrodomestico, abbandonato con noncuranza su un tratto ad alta percorrenza, si trova in una posizione precaria. Con l’allerta meteo e i forti venti previsti per i prossimi giorni, il rischio che il pesante involucro metallico possa scivolare e rotolare sulla carreggiata non è da escludere. L’impatto visivo è surreale, quel bianco asettico parallelepipedo che si staglia contro il verde della vegetazione crea un contrasto che definire “inquietante” è un eufemismo. È il simbolo di un’inciviltà che non conosce confini. Chi ha compiuto questo gesto, probabilmente sotto la copertura dell’oscurità, non ha scaricato solo un rifiuto ingombrante, ma ha dimostrato una totale assenza di senso civico. Scaricare un rifiuto del genere non è “solo” un reato ambientale. È un atto di irresponsabilità verso il prossimo. I gas refrigeranti ed i componenti elettronici contenuti in questi apparecchi sono altamente inquinanti per l’aria ed il suolo. Non è, poi, da sottovalutare il rischio per gli automobilisti. Immaginate un guidatore che, magari di notte o sotto la pioggia battente, si ritrova improvvisamente un ostacolo di quelle dimensioni al centro della corsia. Le conseguenze potrebbero essere fatali. “È inconcepibile che nel 2026 ci sia ancora chi preferisce rischiare denunce, sanzioni pesantissime e mettere a repentaglio la vita altrui piuttosto che chiamare il servizio di ritiro ingombranti”, commentano alcuni residenti inferociti. È necessario che le autorità intervengano tempestivamente per la rimozione, ma è altrettanto fondamentale che eventuali testimonianze aiutino a identificare il responsabile. La condanna verso questi “imbecilli del rifiuto” deve essere unanime: rispettare l’ambiente significa, prima di tutto, rispettare la vita.

Informazioni su Lara Celletti 1842 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.