RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI PALESTINA ANCHE DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VILLA SANTO STEFANO

L’amministrazione di Villa Santo Stefano: dalla parte del Diritto Internazionale
L’8 ottobre 2025 il consiglio comunale di Villa Santo Stefano ha votato la mozione n.22 “RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI PALESTINA COME STATO SOVRANO E INDIPENDENTE, CONFORMEMENTE ALLE RISOLUZIONI DELLE NAZIONI UNITE E AL DIRITTO INTERNAZIONALE”, in sintesi il Consiglio comunale ha impegnato il Sindaco e la Giunta comunale a sottoscrivere e inoltrare al Governo Italiano la richiesta di fare propria la proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Senato il 28/06/2024, avente ad oggetto il riconoscimento dello Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente, conformemente alle risoluzioni delle Nazioni Unite.
“Tale atto è il più alto contributo alla pace che un piccolo paese poteva dare di fronte all’inerzia dell’esecutivo – è stato spiegato in aula – incapace di compiere alcun atto politico, ma solo in grado di condannare con frasi di circostanza il genocidio iniziato dopo i tragici eventi del 7 ottobre 2023, e che è stato messo in atto per 2 anni da Israele”. Ad oggi riconoscono la Palestina 159 su 193 Paesi facenti parte dell’ONU. Tra questi Paesi, più recentemente, anche Francia, Spagna, Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Slovenia, Australia e Andorra hanno riconosciuto lo Stato palestinese. L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Paolo Petrilli, ha quindi ritenuto che la soluzione di due Stati sia la migliore per interrompere il ciclo di violenza in Medio Oriente, ponendo fine alle sofferenze e alla fame del popolo palestinese.  Per il primo cittadino “Finché lo Stato palestinese non sarà permanente, la pace sarà un miraggio. Chi oggi ritiene che il riconoscimento dello Stato di Palestina sia un atto a favore di Hamas mente sapendo di mentire: identificare i Palestinesi con Hamas, o accusarli di antisemitismo significa delegittimarli, ignorare volutamente la storia e non rispettare il principio della parità dei diritti, non riconoscere il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, a scegliere il proprio destino politico, economico e sociale”. Opporsi alla politica di Israele non vuol dire essere antisemita bensì riconoscere che l’unica soluzione possibile sia quella dell’applicazione del  Diritto Internazionale, il solo  in grado di proteggere una popolazione vessata da decenni, espropriata delle proprie terre con la risoluzione 181 del 29 novembre 1947, che riconosceva allo Stato ebraico il 55% del territorio, all’epoca sotto amministrazione britannica, mentre ai palestinesi il restante 45%. Oggi Israele occupa il 78% del territorio,  ma in realtà, “de facto”, ne controlla quasi il 100%. Per il Sindaco Petrilli “Riconoscere lo Stato della Palestina è un atto di pace, significa riconoscere che esiste una strada politica e non violenta per porre fine a un conflitto di quasi 80 anni. Gli eventi di questi ultimi 2 anni dovrebbero insegnarci come la guerra è solo sofferenza, crudeltà e  ingiustizia verso il popolo, i civili”. L’indignazione verso tali ingiustizie è così evidente che ha portato a manifestazioni spontanee di milioni di persone, di ogni colore politico,  che si sono vergognate dell’ indifferenza dei governi di fronte al genocidio in atto. “La politica, quella con la P maiuscola, deve sempre stare dalla parte del Diritto Internazionale, altrimenti si sveste dei suoi panni e diventa qualcosa d’altro. Il Diritto Internazionale ci protegge dalla “legge del più forte” perché riconosce  l’esistenza e le esigenze anche della parte più debole”. “In un periodo storico nel quale è in atto un tentativo volgare e violento di delegittimazione di ogni trattato internazionale (in primis La Dichiarazione Universale dei diritti umani) e degli organi internazionali (ONU, Corte Penale Internazionale, OMS, etc..), l’amministrazione  di Villa Santo Stefano sceglie di stare dalla parte giusta della Storia, quella che ha lottato contro il nazifascismo, quella che ha lottato per la libertà e il diritto, quei diritti forgiati orgogliosamente dalla nostra Costituzione Antifascista”: spiega il vice sindaco Tania Cipolla che ringraziamo per aver gentilmente fornito il testo di questo articolo.

Informazioni su Lara Celletti 1842 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.