Villa Santo Stefano – Da oggi il paese è in festa per il suo protettore San Rocco, una festa che sarà vissuta tra arte, cultura e tradizioni. Il santo più festeggiato d’Italia nel borgo santostefanese è legato al rituale de “la panarda”, vale a dire la cottura, benedizione e distribuzione dei ceci sacri. E’ la festa più sentita dell’anno in paese, oggi e domani saranno giorni in cui si ferma il tempo e sembra di tornare indietro nel tempo, nel ‘600 per l’esattezza, quando in occasione di San Rocco si dava vita al cosiddetto “sfamo del popolo” con i ceci ed una pagnotella. Nella piazza centrale del paese questa notte brilleranno decine di “callare” di rame, disposte su cerchi che fanno parte della morfologia della piazza stessa, dove saranno cotti ben 7 quintali di ceci. Una cottura che durerà tutta la notte secondo il rituale della Panarda che comincia con l’accensione dei fuochi sotto i calderoni intorno alla mezzanotte da parte del “Princeps”. Una ricetta semplice per i ceci di San Rocco, conditi con solo olio, sale, rosmarino, pepe…ma l’ingrediente più prezioso è la cottura sotto le stelle. I maestri di mensa ed i servitori in costume seicentesco si occuperanno rispettivamente di cucinare e servire (domani dopo la benedizione di mezzogiorno) i ceci benedetti, portandoli nelle case delle varie famiglie. Quest’anno, durante la liturgia classica, saranno benedetti anche i neonati e la festa si svolgerà con la partecipazione delle associazioni di zona ed i gruppi parrocchiani. In serata, la benedizione dei “panardari”, inoltre il parroco don Luigi Ruggeri porterà l’aspersorio e l’acqua santa agli anziani con la reliquia del santo pestilente a seguito. Il programma civile, invece, prevede l’esibizione dei Ricchi e Poveri domani sera in piazza Umberto I, al cui termine ci sarà l’estrazione dei numeri vincenti di una ricca lotteria con un’auto in palio. Marco Bravo
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