ATTENZIONE: nuova ondata di truffe via email sul fascicolo sanitario elettronico – non cadete nella rete!

ANCORA TRUFFE ON LINE – A RISCHIO GLI ANZIANI E LE CATEGORIE FRAGILI

La Regione Lazio e le autorità sanitarie lanciano un allarme urgente ai cittadini riguardo una nuova e insidiosa ondata di tentativi di frode via email. Numerose segnalazioni stanno arrivando agli enti competenti, indicando la diffusione di messaggi di posta elettronica ingannevoli che mirano a sottrarre dati personali e bancari ai cittadini, facendo leva sulla necessità di mantenere attivo il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Le email fraudolente, spesso ben camuffate con loghi e riferimenti che richiamano enti istituzionali, invitano i destinatari a compilare un modulo online o a cliccare su link sospetti, con la motivazione di “rinnovare il consenso” o “mantenere attivo l’accesso” al Fascicolo Sanitario Elettronico. Alcuni messaggi arrivano addirittura a indicare scadenze imminenti, come quella, ad esempio, del 09-07-2025, per indurre i cittadini a un’azione immediata e imprudente. Viene inoltre richiesto un “codice” da inserire in una pagina web per completare l’identificazione, un chiaro segnale di phishing. Il monito è chiaro e inequivocabile: non rispondete a queste email e, soprattutto, non seguite le indicazioni richieste, inclusa l’eventuale fornitura di dati bancari o personali. È fondamentale ricordare che il consenso al Fascicolo Sanitario Elettronico non deve essere rinnovato periodicamente. Si tratta di un servizio che, una volta attivato, rimane disponibile senza la necessità di ulteriori procedure di rinnovo o di compilazione di moduli per il mantenimento dell’accesso. Qualsiasi comunicazione che suggerisca il contrario è, senza ombra di dubbio, un tentativo di truffa. Cosa fare se si riceve una di queste email: Non cliccare su alcun link. Evitare categoricamente di aprire i collegamenti ipertestuali presenti nell’email. Non rispondere: Non fornire alcuna informazione personale o bancaria. Segnalare: Contrassegnare l’email come “phishing” o “spam” nel proprio client di posta elettronica e, se possibile, segnalarla alle autorità competenti. Cancellare l’email: Eliminare il messaggio dalla propria casella di posta per evitare future confusioni. La sicurezza dei dati personali è una priorità. Diffidate sempre da comunicazioni inattese che richiedano informazioni sensibili o invitino a compiere azioni urgenti per servizi che già utilizzate. Per qualsiasi dubbio o per verificare l’autenticità di una comunicazione, è sempre preferibile contattare direttamente l’ente di riferimento attraverso i canali ufficiali. La prudenza è la migliore difesa contro queste pericolose frodi online.

Informazioni su Lara Celletti 1832 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.