I cittadini segnalano a Ceprano il monumento allo spreco all’ombra del casello

Un chiosco Liberty abbandonato, tra marmi e rifiuti, segna l’ingresso fantasma alla via Francigena.

CEPRANO – In un punto nevralgico della provincia di Frosinone, dove il traffico del casello autostradale A1 Roma-Napoli si intreccia con l’innesto per la storica Via Casilina, sorge un monumento imponente. Ma non è un tributo a un eroe o a un evento storico. È un monumento allo spreco, un’offesa al buonsenso e al denaro pubblico, sotto gli occhi di tutti.

Si tratta di un raffinato turist point, uno splendido chiosco in stile Liberty che giace desolatamente abbandonato a se stesso, come documentato nelle foto allegate (vedi photo). La sua livrea verde smeraldo, unita a intarsi in marmi pregiati visibili alla base, lo rendono un oggetto architettonico di indubbio pregio, uno spettacolo che contrasta violentemente con il degrado che lo circonda. Il chiosco, che sulla carta doveva accogliere e informare i turisti in transito, in particolare quelli alla ricerca di indicazioni per la vicina Via Francigena, è invece una scatola vuota e inutile.

Una struttura da mille e una notte … senza ospiti.

Le foto mostrano chiaramente le potenzialità della struttura. Ampie vetrate che si affacciano su un deserto di asfalto ed erbacce, serrande in metallo abbassate, insegne luminose (“Informazioni Turistiche”) che sembrano canzonare i passanti , e all’interno si intravede persino un impianto di climatizzazione, a testimoniare che nulla è stato lasciato al caso… tranne, ovviamente, l’utilizzo.

Questa opulenza sprecata è stata segnalata a più riprese da automobilisti in transito e, paradossalmente, dagli stessi turisti che, fiduciosi di trovare un punto di riferimento, si sono trovati di fronte a un castello fantasma. “Volevamo informazioni per la Via Francigena, eravamo convinti che qui avremmo trovato aiuto,” racconta un cicloturista stanco. “Invece, solo serrande abbassate e rifiuti. È una tristezza infinita.”

Un arredo urbano d’eccezione: un frigorifero e sacchetti di spazzatura.

La tristezza menzionata dal turista si trasforma in sconcerto osservando l’area circostante. Il chiosco Liberty, isolato nell’area di sosta tra l’erba alta e la sporcizia (come si vede bene in photo_2026-06-30_15-01-12.jpg), viene usato come base per appoggiare sacchetti di rifiuti (visibili ai piedi del chiosco in photo_2026-06-30_15-01-06.jpg). Come se non bastasse, nell’area di sosta un frigorifero abbandonato completa il quadro di desolazione (visibile in photo_2026-06-30_15-01-12.jpg), quasi a voler seguire la fila modulare delle fioriere senza fiori. È un tableau vivant dello spreco e dell’abbandono.

La rabbia dei cittadini: “Una scempiaggine, uno sperpero di denaro pubblico.”

“Non riesco a crederci ogni volta che passo di qui,” dichiara un residente. “È una scempiaggine, uno sperpero di denaro pubblico sotto gli occhi di tutti. Chi ha progettato questa struttura senza assicurarsi che fosse gestita? Chi è il responsabile di questo abbandono?” Le domande si rincorrono, ma le risposte tardano ad arrivare. Il chiosco rimane lì, muto e inutile, a testimonianza di una gestione del denaro pubblico che, in questo caso, sembra aver dimenticato il suo fine ultimo: il servizio al cittadino e al territorio.

Un futuro incerto per un monumento involontario.

Mentre il traffico continua a scorrere incessante, il chiosco Liberty di Ceprano rimane un’icona dell’assurdo. Una struttura di pregio trasformata in un contenitore di polvere e un appoggio per l’immondizia. Un “monumento allo spreco” che, se non troverà una rapida e sensata funzione, rimarrà come un’indelebile macchia di vergogna in uno degli snodi più importanti della provincia di Frosinone. La speranza è che questo articolo, supportato dalle immagini inequivocabili, possa smuovere le coscienze e spingere le istituzioni a trovare una soluzione, affinché questo pregiato chiosco smetta di essere un simbolo dello spreco e diventi finalmente ciò per cui è stato creato: una risorsa per il territorio.

Informazioni su Lara Celletti 1842 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.