Prosegue l’opera di pulizia straordinaria delle zone verdi del paese, anche di quelle periferiche. Proprio in questi giorni, è stata eseguita una vera e propria bonifica su uno degli angoli più suggestivi del territorio, ai confini con il comune di Prossedi. Stiamo parlando dell’area adiacente la celeberrima risorgenza di Capo d’Acqua, un luogo suggestivo con un laghetto affiorante proprio sopra l’ingresso di una grotta carsica sommersa, molto frequentata dagli speleologi soprattutto professionisti trattandosi di un sito ottimo per le esercitazioni ma anche per il collaudo di diverse apparecchiature per il soccorso. Una grotta naturale cui si accede da un sifone molto stretto e che poi si spinge per oltre 250 metri nel sottosuolo, utilizzata da esperti dei vigili del fuoco, del soccorso alpino e da vari gruppi di speleo sub. Ebbene, la discesa nel laghetto nel tempo era diventata sempre più difficoltosa non solo a causa dell’assenza di una scaletta, pure naturale, che potesse servire a scendere le pesanti attrezzature ma anche perché i rovi avevano coperto quasi completamente lo spazio di ingresso. Adesso, finalmente, il comune, grazie all’interessamento del consigliere Gianni Zomparelli ha pensato ad una completa pulizia dell’area d’accesso e non solo al laghetto. Ripulita anche la strada che conduce alla risorgenza, occupata da arbusti e da massi che impedivano l’avvicinamento, così da consentire manovre più agevoli ai gruppi di speleologi che giungono da svariate regioni d’Italia. Non finisce qui, perché diversi anni fa dell’oasi naturale di Capo d’Acqua si voleva fare un luogo turistico, tanto da sistemare nei pressi della Risorgenza un’area attrezzata con panchine e tavoli, oltre arredi vari ed illuminazione artistica. Attrezzature che, però, col tempo sono state prese di mira da vandali che hanno finito per distruggerle completamente. Di qui la necessità di rimuovere quel monumento al degrado.
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