Statue di Santi e Madonne decapitati in molti paesi del frusinate: atto inquietante

E’ una notizia che colpisce allo stomaco, a prescindere dal fatto che uno sia credente o meno. Quello che sta succedendo in Ciociaria, tra Pofi, Ceccano e i comuni limitrofi, non è “solo” un atto di vandalismo, ma una ferita simbolica profonda. Quando si colpisce un’icona sacra esposta in un luogo pubblico, si sta attaccando un pezzo di storia, di identità e di sensibilità di un’intera comunità. Ecco perché questi gesti risultano così inaccettabili. C’è un limite che non dovrebbe mai essere valicato, quello del rispetto. La libertà di non credere è sacrosanta, ma il disprezzo violento verso ciò che altri amano e venerano è un segno di estrema povertà d’animo. La decapitazione è un atto visivamente brutale, inno alla violenza. Farlo su una statua della Madonna, che nell’iconografia popolare rappresenta la protezione e la maternità, aggiunge un carico di cattiveria gratuita che lascia sgomenti. Da aggiungere il danno alla comunità: Le edicole votive e le statue nelle piazze sono punti di riferimento. Per l’anziano che si ferma per una preghiera o per il cittadino che la vede ogni giorno tornando dal lavoro, quel vuoto lasciato dalla statua rotta diventa un simbolo di insicurezza e degrado sociale. Atti del genere rischiano di innescare un effetto emulazione o, peggio, un clima di tensione e rabbia che avvelena la convivenza civile. Oltre al valore materiale dell’oggetto (che spesso è comunque un bene artistico o storico), è proprio il valore morale a essere stato calpestato. È un attacco alla convivenza civile e alla bellezza che dovrebbe essere patrimonio di tutti. Speriamo che le autorità riescano a individuare i responsabili, non solo per la punizione in sé, ma per dare un segnale forte: la civiltà non può essere ostaggio di chi esprime il proprio disagio (o la propria ignoranza) distruggendo ciò che gli altri considerano sacro. Per i “complottisti” si tratta di un disegno ben preciso per rendere normale la scristianizzazione dell’occidente e il furto dell’oro e delle altre ricchezze nelle chiese.

Informazioni su Lara Celletti 1842 articoli
La prima giornalista donna della Valle dell'Amaseno, tra le province di Frosinone e Latina, iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti (pubblicisti) Lazio - dal 1996, laureata in lettere moderne nel 1996 e scienze dell'educazione nel 2010 presso l'ateneo di Cassino, Frosinone. Insegnante di lettere presso IPSSEOA di Ceccano. Ha lavorato in giornali nazionali come Il Tempo ed Il Messaggero (redazioni di Frosinone) Ciociara Oggi e l'Inchiesta di Cassino. Ha pubblicato un saggio di storia locale sul Busto di San Tommaso Veringerio, edito da CiociariaTurismo e finanziato dall'amministrazione provinciale di Frosinone. Dopo l'acquisto autonomo ed il restauro a proprie spese di stabili antichi, nel centro storico di Amaseno, ha creato locazioni idonee per tutte le possibilità economiche a pochi passi dalla collegiata gotica di Santa Maria in Amaseno in provincia di Frosinone. Presso l'IIS Ceccano FR ha svolto per sei anni un progetto laboratorio di giornalismo e comunicazione con gli studenti. Oltre che di Amaseno News è stata direttore dei giornali: La Voce di Villa (edito è stampato dal comune di Villa Santo Stefano) InformAmaseno (pubblicato dal comune di Amaseno) e La Voce di San Giovanni (paese in provincia di Frosinone). Direttore di questo giornale on line dal titolo di testata AmasenoNews registrato in tribunale a Frosinone il 27 febbraio 2014, numero 123/14.