VILLA SANTO STEFANO – C’è un fuoco che non smette di ardere nel cuore della Ciociaria, un calore che va oltre quello delle fiamme e che affonda le sue radici nella memoria collettiva di un intero popolo. Anche quest’anno, Villa Santo Stefano si prepara a celebrare il tradizionale “Focaraccio di Sant’Antonio Abate”, un evento che si conferma tra i più suggestivi e partecipati del territorio. Mentre in molti comuni limitrofi le antiche usanze faticano a resistere alla modernità, a Villa Santo Stefano la tradizione rimane viva, vibrante e capace di catalizzare l’attenzione di centinaia di persone: non solo cittadini, ma anche molti curiosi, fedeli e parrocchiani provenienti dai paesi vicini, attratti dal fascino di un rito che unisce sacro e profano. Il calendario delle celebrazioni per questo 2026 prevede due momenti fondamentali: Sabato 10 gennaio, la giornata dedicata alla raccolta della legna, curata da personale autorizzato, per preparare la pira che illuminerà il borgo; Sabato 17 gennaio, Il culmine della festa. Si inizierà all’alba, alle 06:30, con gli ultimi preparativi, per arrivare al momento più atteso: l’accensione del Focaraccio alle ore 07:30. Un successo firmato Pro Loco e Parrocchia: La riuscita di una manifestazione così complessa e sentita non è casuale. Un plauso speciale va alla Presidentessa della Pro Loco santostefanese, Elisa Iorio, per l’impegno instancabile e la passione con cui custodisce questa usanza così caratteristica. Sotto la sua guida, la Pro Loco continua a essere il motore culturale del paese, garantendo che il “passaggio del testimone” tra generazioni non si interrompa mai. Fondamentale, inoltre, il sostegno spirituale e organizzativo della parrocchia. Un ringraziamento particolare va a Don Luigi, figura di riferimento per la comunità che, con la sua presenza e il suo costante supporto, permette a questo momento di devozione verso Sant’Antonio Abate — protettore degli animali e dei contadini — di mantenere il suo profondo significato religioso e sociale. Si tratta di un rito che unisce, difatti il Focaraccio non è solo un falò, ma un simbolo di purificazione e speranza. Vedere la comunità riunita nel freddo mattino di gennaio, rischiarata dalla luce del fuoco, è la testimonianza di quanto Villa Santo Stefano sia legata alla propria identità. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire il calore delle tradizioni autentiche.