Altissima la componente di imprenditori, tecnici ed amministratori della valle dell’Amaseno, del settore bufalino zootecnico ed agrotecnico, intervenuti al convegno svoltosi nel capoluogo presso l’area decentrata agricoltura di via F. Veccia. Ad essere trattate sono state tematiche di grande interesse, prettamente legate al comparto che determina l’intera economia della zona. L’ente regionale mediante questo incontro ha deciso di condividere politiche e strategie per favorire lo sviluppo dell’agricoltura, la tutela dell’ambiente nonché la salvaguardia delle zone verdi e soprattutto la valorizzazione delle risorse eco ambientali come patrimonio collettivo. Presentati, nel dettaglio, i bandi del CSR (Complemento regionale per lo sviluppo rurale) per le annualità 2023-2027. La nuova programmazione prevede un investimento di circa 602 milioni di euro, di cui 245 milioni, pari al 40,7%, cofinanziati dal Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale. Ad illustrare i bandi sono stati l’assessore al Bilancio e all’Agricoltura della Regione Lazio Giancarlo Righini, insieme ai consigliere regionali Daniele Maura, membro della commissione Agricoltura, Alessia Savo ed ai dirigenti regionali dell’area. Nel corso del convegno hanno esposto gli aspetti tecnici e le modalità di accesso ai bandi: il dirigente dell’Area decentrata Agricoltura di Frosinone Paolo Menna; Giovanni Ludovici, dottore forestale; il dirigente della direzione regionale Agricoltura e Foreste Roberto Aleandri.
Presenti in sala i sindaci di Castro dei Volsci ed Amaseno, rispettivamente Leonardo Ambrosi ed Ernesto Gerardi con tantissimi assessori tra cui Mario Colagiovanni, Luca Marzella ed altre personalità di spicco del mondo politico locale, come Vincenzo Bonomo di Villa Santo Stefano, presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia. Per quanto riguarda il comparto dell’allevamento bufalino, presenti gli imprenditori: Ing. Salvatore Rinna (La Stella); Alvidio Giuliani; Rocco De Giuli ed il dott. Francesco De Giuli (Ponte di Legno); Domenico Rinna, presidente cooperativa L’Amasena e Nonna Pitta; Davide De Prosperis, presidente CIPAB e consigliere ANASB, e molti altri rappresentanti dell’indotto del latte di bufala laziale. Tra i tecnici presenti in platea l’agronomo dottor Michelino Ercolino, che per molti anni si è occupato dell’indotto valle dell’Amaseno, il nutrizionista zootecnico dott. Gabriele Bravo, il dott. agronomo Ernesto Migliori referente dello stesso convegno.
Daniele Maura ha posto il Csr come una risorsa, soprattutto per i giovani agricoltori. «Poter investire in agricoltura – ha aggiunto – può creare occupazione e crescita del Pil provinciale. In questo contesto è importante citare i paesi dell’entroterra che devono puntare e credere sull’agricoltura visto che sono previsti anche finanziamenti per i tanti sentieri che però non vengono sfruttati, magari con creazione di hotel, ristoranti, b&b, per valorizzare le tipicità locali. Si sta puntando a pubblicizzare la biodiversità del territorio per aumentare i flussi turistici, un esempio per tutti il dottor Ernesto Migliori che porta avanti un progetto per mantenere la tradizione dei muri a secco o “macere” di Vallecorsa, un progetto che mette insieme tradizione e rispetto per l’ambiente, che ha portato tantissima gente a frequentare il corso e che ha divulgato il concetto di terrazzamento nostrano». Presente all’incontro anche il deputato e responsabile del dipartimento agricoltura di Fratelli d’Italia Aldo Mattia: «Abbiamo un Pil molto alto legato all’agricoltura ma ancora più alto è quello che riguarda l’indotto che gira intorno ad essa parliamo di meccanizzazione, informatizzazione, innovazione dell’attività agricola“
