“Ignorate le nostre richieste di convocazione del Consiglio Comunale. Un grave atto contro la democrazia locale”. Tuonano i consiglieri di minoranza guidati dall’ex sindaco Antonio Como per il ritardo nella convocazione della massima assise civica chiesta per discutere di due temi molto delicati: la casa di comunità e l’aumento di capitale chiesto di recente da Acqualatina, il gestore del servizio idrico integrato, ai comuni dell’Ato 4. Ebbene, i consiglieri Como, Pisterzi, Panici e Capua avevano presentato, già da alcune settimane, “formali richieste di convocazione del Consiglio Comunale di Amaseno, secondo quanto previsto dallo Statuto comunale e dal Regolamento consiliare – come si legge in un comunicato del gruppo Per Amaseno – “Ad oggi, però, tali richieste non hanno ricevuto alcun seguito: né è stata convocata la seduta, né è pervenuto alcun riscontro ufficiale da parte del Presidente del Consiglio o del Sindaco. Un atteggiamento che riteniamo estremamente grave, in quanto lesivo dei principi fondamentali della democrazia locale. Il diritto dei Consiglieri di minoranza di richiedere la convocazione del Consiglio è garantito dalla legge ed è finalizzato a garantire un confronto trasparente sulle tematiche che interessano la comunità. Ignorare una richiesta legittima dell’opposizione significa non rispettare né i rappresentanti eletti né i cittadini che essi rappresentano. Si tratta di un comportamento che svilisce il ruolo del Consiglio Comunale, che dovrebbe essere il luogo primario del confronto politico e dell’assunzione delle decisioni pubbliche. Per questo motivo, chiediamo pubblicamente che venga data immediata attuazione alla nostra richiesta di convocazione del Consiglio, per trattare i temi importanti della “casa di comunità” e dell’aumento di capitale di Acqualatina “.